12 novembre 2021

UNA STORIA D’AMORE E DI DESIDERIO CONQUISTA TRE PREMI AL MED FILM FESTIVAL!

GIURIA UFFICIALE

Premio Speciale della giuria a : Una storia d’amore e di desiderio di Leyla Bouzid

 

Il film di una giovane regista che esplora con profondità, precisione e tenerezza l’identità araba, attraverso l’incontro di un giovane ragazzo nato in Francia da genitori algerini con una giovane tunisina appena arrivata a Parigi. Ciascuno si confronta ai suoi riferimenti culturali, quelli trasmessi e quelli immaginati, e al suo proprio desiderio. Da queste complessità trionfa il desiderio di vita.

 

PREMIO VALENTINA PEDICINI – MIGLIOR OPERA PRIMA E SECONDA

Miglior film: Una storia d’amore e di desiderio di Leyla Bouzid

 

In questa prima edizione del premio dedicato alla regista Valentina Pedicini, che era solita visitare nelle sue opere zone fisiche e mentali poco esplorate, descrivendo lo scardinamento dei modelli tradizionali, conferiamo il riconoscimento al film "Una storia d'amore e desiderio" per la sensibilità e l’intelligenza con cui la giovane regista franco-tunisina Leyla Bouzid rivisita i meccanismi tipici della commedia romantica, dando loro un senso nuovo e aggiornato al tempo presente. Il film descrive con poesia, sensualità e servendosi di riferimenti letterari mai scontati, un’educazione sentimentale in cui è la donna ad essere più emancipata e aderente ai propri desideri di quanto non lo sia l’uomo. Ed è in questo ribaltamento degli stereotipi e nella capacità di raccontare la fragilità, la timidezza e lo spaesamento maschili, che sta l’importanza e la portata universale del film.GIURIA PIUCULTURE

Miglior film: Una storia d’amore e di desiderio, di Leyla Bouzid

- La storia coinvolge emotivamente: delicata, intima, capace di andare in profondità nei turbamenti e nelle passioni dell’intraprendente e più aperta Farah, nata e cresciuta in Tunisia, e del timido Ahmed, francese di origine algerina, che si conoscono in un corso di Letteratura francese alla Sorbona. Bello il legame tra letteratura e desiderio: le parole delle citazioni letterarie evocano altri orizzonti e fanno sognare. Interessante la scoperta da parte di Ahmed della poesia araba erotica e sensuale, di cui in genere si sa poco, a causa dei pregiudizi e di un’idea impoverita della cultura araba.

- Trama e personaggi sono credibili nella loro capacità di rappresentare problematiche complesse delle nostre società: le difficoltà di chi arriva in un Paese straniero – sospeso tra la sua identità nella terra d’origine e quella da definire nel Paese d’arrivo – ben rappresentate dal personaggio del padre di Ahmed che, arrivato in Francia, vive il fallimento della perdita di status (faceva il giornalista), ma che tuttavia è capace di dare risposte alle inquietudini del figlio; le difficoltà delle seconde generazioni, strette tra l’appartenenza alla cultura dei genitori o della loro comunità e l’identificazione con quella dei loro coetanei. Ma più in generale il film ben rappresenta quella ricerca inquieta della conoscenza di sé e del proprio posto nel mondo. Convincente la recitazione, che rende la chimica palpabile tra i due protagonisti; godibile il ritmo del film.

-Insomma un film che mette al centro il tema dell’incontro fra diversità, caratterizzato da conflittualità, ma anche dalla bellezza della scoperta. E noi della Giuria Piuculture, di origine non italiana, ci siamo riconosciuti in molti aspetti del film.

 
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